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FILM DA MASTICARE

Gabriele Salvatores e l’ossessione per il dentista

“Film da Masticare” è una rubrica a cura di Fabio Zanello – giornalista e critico cinematografico

“Che magnifica dentatura! Ma come ha fatto a rovinarla in questo modo?” Proprio vero: le storie arrivano in tutte le forme. Così il dentista Cagnano (un Paolo Villaggio assolutamente sopra le righe) biasima il paziente Sergio Rubini in Denti (2000) di Gabriele Salvatores, tratto dal romanzo di Domenico Starnone. Un film dove Antonio ha un pessimo rapporto con i suoi incisivi e la moglie. L’uomo detesta tal punto la sua dentatura, da trascurarla del tutto. Fra surrealismo, intimismo, cinismo e studi odontoiatrici ,Denti è un film assai particolare nel parorama italiano di quel periodo. La scena con Cagnano, dentista probabilmente abusivo, che opera Antonio con metodi decisamente bruschi e da macelleria, strappando durante un blackout con le tenaglie al cliente gli incisivi senza anestesia, imbrattandosi il camice di sangue, entra indubbiamente nella pelle come poche altre. I ferri chirurgici ci sembrano poco sterilizzati insomma. Ma niente paura: Denti non è una storia dell’orrore. La situazione si stempera nel grottesco quando il carnefice Cagnano si compiace del suo lavoro, dicendo ad Antonio: “Una radice così piccola per un dente così grande.” Un regista come Salvatores è un cliente abituale degli studi dentistici anche cinematograficamente parlando. Non conta la meta, ma piuttosto il viaggio, si potrebbe dire. Se viaggiamo infatti a ritroso nel tempo anche in un suo precedente lungometraggio come Marrakech Express (1989) , la situazione si ripete, quando Diego Abatantuono si spacca un dente dopo aver morsicato il ghiaccio per rinfrescarsi dall’arsura africana, il dentista Werner, di nazionalità tedesca, sarà pronto a soccorrerlo con una certa professionalità senza se e senza ma. Scena tenera e insieme morale, in quanto lo scetticismo del paziente è vinto dalla perizia del medico. A riprova di come al cinema conta prima di tutto, come si raccontano le storie.

Link Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=02DnT0UQ7X4

Libri e film da “masticare”, Dental Cadmos intervista la dottoressa Rada Innamorato

Dopo gli articoli pubblicati nei mesi scorsi da Odontoiatria 33 e il Dentista Moderno, le rubriche Libri e film da masticare, ideate e coordinate dalle sorelle dentiste Anna e Rada Innamorato, finiscono anche sulle pagine della rivista Dental Cadmos, edita da Edra Spa.

La dottoressa Rada Innamorato ha spiegato, in un’intervista rilasciata alla giornalista Carla De Meo, le ragioni che l’hanno por­tata, insieme alla sorella Anna, a creare contatti con blogger letterari e critici cine­matografici italiani per creare l’appunta­mento mensile sul sito web del loro studio dentistico.

«Lo scopo delle rubriche – ha sottolineato la dottoressa Rada – è fare informazione odonto­iatrica in modo originale, divertente e rilas­sante. Promuovendo insieme la salute ora­le e la cultura letteraria e cinematografica ».

Nel corso dell’intervista, la dottoressa Innamorato si è soffermata anche sullo stato di salute dell’odontoiatria in Italia e sulle prossime iniziative dello studio dentistico. In particolare, ha parlato di un progetto fotografico incentrato sui sorrisi. Ma non solo quelli belli, perfetti. An­che sorrisi di persone sdentate o alle quali manca un dente, persone con la protesi, bambini, anziani, volti truccati e no. Per uno Street Smile del nostro contemporaneo.

Leggi l’intervista integrale

LIBRI DA MASTICARE – Rubrica a cura di Antonello Saiz (libraio e blogger)

La Gallina che aveva il mal di denti

Un libro in edizione illustrata e molto colorato, con poco testo, edito da una casa editrice indipendente che ci piace assai, Edizioni Clichy, è il consiglio di lettura di oggi. Un libro per l’infanzia che parla di diversità e accettazione con ironia e per questo adatto anche come favola per Adulti. Si tratta de La gallina che aveva il mal di denti di Bénédicte Guettier, pubblicato nella Collana Carrousel. Le avventure di una mamma gallina tutta intenta ad accudire i suoi cinque piccolini, tra cui un piccolo coccodrillo, covato per sbaglio, ma amato come se fosse suo. Mamma gallina non si allontana un attimo dal suo nido, dal giaciglio perché ancora non tutti i suoi pulcini sono usciti dal guscio, ma un terribile mal di denti non la fa dormire e allora cambia tutto… Farti indossare sciarpa e cappello anche alla nidiata dei piccoli ovetti decide di portarli con sé dal dentista! Tutti dal dentista! Il dentista li visita uno a uno. Dalla visita emerge che l’unico ad avere qualche carie è il piccolo coccodrillo! Eh già, perché il nostro amico è ghiotto di caramelle e cioccolatini, ma non è di questo che si deve nutrire un coccodrillo. Il consiglio del medico? Mangiare carne – di gallina, magari – invece dei dolciumi! Con un finale, irriverente e insolito, questo libro illustrato mette in campo un concetto tutto suo di buoni e cattivi, di giusto e sbagliato, di bene e male. La storia è raccontata attraverso immagini colorate, definite da grandi bordi scuri, e poco testo, in stampatello maiuscolo, e questo rende il libro perfetto per i piccoli lettori. Seguendo un buon ritmo della narrazione viene dato grande spazio all’effetto umoristico con la finalità di scatenare la fantasia dei piccoli lettori. Perché contrariamente a quanto si pensa, i bambini sono in grado già in tenera età di capire le storie molto ironiche. Dal primo ottobre i titoli per bambini più amati di Edizioni Clichy sono in formato tascabile e a prezzo ridotto, per portali sempre con sé e nella collana Mini Carrousel!

Dal 1° ottobre sono in libreria:

“La gallina che aveva il mal di denti”, di Bénédicte Guettier

“Stasera sto con papà”, di Nadine Brun-Cosme e Magali Le Huche

“Lupo & Lupetto”, di Nadine Brun-Cosme e Olivier Tallec

FILM DA MASTICARE

Greener Grass

“Film da Masticare” è una rubrica a cura di Fabio Zanello – giornalista e critico cinematografico

Greener Grass (2019) di Jocelyn DeBoer e Dawn Luebbe

Perché ogni film che rientra nell’odontoiatria ci sembra talvolta surreale? Perché quando ci sono di mezzo dentisti ed odontoiatri il cinema sconfina spesso nel grottesco? Tante domande pure troppe. Resta il fatto che un film come Greener Grass si colloca in questo laboratorio di ibridazioni fra generi come il melodramma, l’eccesso e lo spaccato sociologico.

Un lungometraggio d’esordio ispirato proprio da un corto della DeBoer e Luebbe, assai acclamato in festival come il Sundance e Locarno resta ahinoi inedito nelle nostre sale, pur con tutti i suoi pregi. Ovvio che la vicenda surreale delle due amiche Jill e Lisa, interpretate dalle stesse registe, con la prima che regala alla seconda il suo neonato, fa deflagrare presto il racconto nella paranoia e nell’angoscia. La bizzarria della zona colorata e dalle villette a schiera dove risiedono le protagoniste, è che ogni adulto porta apparecchi odontotecnici sui denti dritti e lo stile di vita apparentemente perfettino degli abitanti, cela tensione implose. Un’altra fonte di ispirazione potrebbe essere il romanzo La fabbrica delle mogli di Ira Levin, dove i riti di una comunità impeccabile adombravano più ombre che luci.

Le due registe dimostrano indubbiamente una certa originalità e abilità nella costruzione delle psicologie femminili.

Le eroine femminili sono anche qui sempre più interessanti della controparte maschile. La Belle Epoque apocrifa delle borghesucce è declinata dunque in un senso della mostruosità latente, visto l’alto numero di macchinette per la dentatura, che puntellano la narrazione.

Il risultato è suggestivo, l’impatto vivido e potente.

La satira della borghesia americana tende infine all’universale e volti e storie così stilizzate acquistano dunque consistenza fisica, antropologica e affettiva.

LIBRI DA MASTICARE

Libri da Masticare – Rubrica a cura di Antonello Saiz (libraio e blogger)

Denti guasti

“Denti guasti” di Matteo De Simone è un bellissimo libro edito da quella tenace casa editrice che è Hacca edizioni . Una casa editrice marchigiana, precisamente di Matelica, in provincia di Macerata, che dal 2010 grazie all’impegno di Francesca Chiappa e Silvia Sorana pubblica libri di altissimo pregio e qualità . Del 2011 è questa storia che vede protagonista Giulia, una ragazza di diciotto anni con la passione per il canto a tenerla viva. Giulia ha una famiglia spezzata alle spalle e un fratello, Davide, come una piccola luce nelle ore di buio. Roman, diciotto anni anche lui, dopo l’infanzia trascorsa in una terra straniera vive un presente di clandestino, fatto di piccoli furti e giornate senz’amore. I loro mondi, opposti e lontani, finiscono per scontrarsi, poi incontrarsi, tra le corsie di un supermercato: in un pomeriggio come tanti altri sembra possibile dimenticare la solitudine grazie ad un amore pulito, capace di annullare pregiudizi e paure. Mentre, fuori, la tv continua a creare star, mostri, casi di cronaca, e nel bar sotto casa italiani e stranieri paiono decisi a non volersi capire. Matteo De Simone, giovane scrittore torinese, con “I denti guasti”, sua seconda prova, dimostra talento ed uso sapiente della lingua, abile nel raccontare il nostro presente, quello italiano impastato di mass media e scontri di civiltà, per narrarci un’atipica storia d’amore nata in fretta e troppo in fretta svanita nel nulla: sullo sfondo personaggi nudi, crudi, veri, emblemi di una società complicata e qualunquista tratteggiati con intelligenza e passione. “I denti guasti”, romanzo costruito su di affetti complicati e conflitti irrisolti, stupirà per lo sguardo lucido dell’autore, capace di raccontare le fragilità di Giulia e Roman, così come le nostre, senza banali e scontate divisioni tra bene e male. Pierpaolo Capovilla ha scritto del libro : “Denti guasti, ovvero la sceneggiatura di un film neorealista che preferiremmo non vedere, il brutto film dell’Italia contemporanea che, nella civilissima Torino, invoca il senso dell’esistenza. Esistere e sopravvivere nel disfacimento della coesione sociale, nell’imbarbarimento dei rapporti, anche i più intimi, nella violenza cieca – ma visibilissima – dei diseredati, e in quella affatto miope – ma invisibile – del progetto politico e culturale vissuto sulla pelle e inflitto nella carne del paese in questi anni scuri: viviamo in una società dissociata dalla propria storia, senza più meta se non il presente stesso. In una parola, senza futuro. Possiamo certo continuare a mentire. A noi stessi soprattutto. Matteo De Simone, con questo romanzo, ti sbatte in faccia la realtà. Il suo è un approccio “antropologico”: descrive con circostanza e sicurezza, persone ed esistenze, storie di vita e di morte, speranze imprigionate nelle sorridenti bugie dell’odioso immaginario edonistico dell’oggi. Lo fa con precisione chirurgica, ma non dimentica il valore narrativo della metafora e dell’iperbole poetica. Denti guasti è un grido di disperazione. Ma, se osservi attentamente, aguzzando lo sguardo fra le parole, lo vedi, perché c’è. Quel magnifico desiderio – è imperioso – di riscatto, di emancipazione, di giustizia. È la bellezza della vita, che ci manca tanto”.